Agitamus forgia i futuri campioni d’Italia del Sardinia Open Alghero

Agitamus forgia i futuri campioni d’Italia del Sardinia Open Alghero

Comunicato stampa CIP Sardegna N° 135 del 28-05-2019

Agitamus può dare scosse importanti non solo agli alunni, ma anche agli atleti paralimpici che poi, tonificati da chiacchiere spontanee e molto terapeutiche, ritornano sui campi di gioco con motivazioni triplicate.

I campioni d’Italia del Sardinia Open di Alghero

E nei moduli che hanno coinvolto l’Istituto Comprensivo di Alghero n. 3, per quanto riguarda la disabilità fisica, hanno interagito con gli studenti due pezzi grossi del tennis in carrozzina: l’immenso autoctono Alberto Corradi, il suo compagno Angelo Romano e il tecnico della sua squadra, la ASD Sardinia Open, Alessandro Ciotti.

Si sono sottoposti al terzo grado degli studenti di quinta elementare e terza media senza sapere che di lì a poco, a Bassano del Grappa, si sarebbero laureati campioni d’Italia a squadre con la complicità anche dei loro compagni di squadra Mario Cabras e Luca Arca. I fantastici cinque hanno battuto in finale i veneti dello Jesolo.

Gli atleti di tennis in carrozzina a tu per tu con gli studenti

Si è avuto quindi un segno tangibile della forza del progetto che rafforza il rapporto tra i fruitori degli sport paralimpici e quelli che diventeranno non solo dei potenziali fans ma anche portatori di ventate di pensiero innovative e impetuose nello scardinare mentalità retrograde e prive di senso.

Il campione italiano Alberto Corradi

Un personaggio come Alberto Corradi, presente a Rio alle ultime Paralimpiadi, che tanto sta dando allo sport paralimpico isolano grazie alla sua mentalità manageriale piuttosto spiccata (con un torneo internazionale che quest’anno celebra il suo ventennale) avrà senza dubbio aperto le menti degli studenti, ben seguiti dai referenti Francesco Messina (per la primaria), Mariella Carboni e Giusi Pascalis per la secondaria. Il tutto ben gestito dalla dirigente Paola Masala che poi ha allargato il cerchio nella giornata conclusiva del 20 maggio, facendo confluire nella sala convegni studenti e genitori.

Il pubblico di Alghero

In quella circostanza ha diretto i lavori lo psicologo Giuseppe Manca, coadiuvato dalla responsabile territoriale del progetto Monica Pirina, più determinati che mai nel portare a termine il format studiato per mesi e mesi a tavolino dall’ideatore Manolo Cattari, dopo aver ricevuto l’incarico dell’attuale vice presidente vicario Paolo Poddighe che a sua volta ha bussato vittoriosamente alla porta della Regione Sardegna che ha riconosciuto il valore deflagrante dell’iniziativa.

Al centro Monica Pirina e a fianco Giuseppe Manca

Diversi atleti sono stati già ospiti in altre scuole del circuito Agitamus come la velocista non vedente Sara Cocciu tesserata alla FISPES (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali) attraverso la società Luna e Sole di Sassari rappresentata anche dal tecnico Tiziana Sechi. Stesso dicasi per i nuotatori FISDIR Gavino Piras, Enrico Postiglione e Vincenzo Marano, accompagnati dal loro simpaticissimo tecnico Edoardo Canu.

Esercizi di comprensione della disabilità sensoriale

Non rimane che sentire le testimonianze espresse dagli atleti tesserati con la FIT (Federazione Italiana Tennis). Per Alberto Corradi Agitamus è molto utile per l’integrazione delle persone con disabilità grazie anche allo sport. Ne approfitta per pubblicizzare l’evento che più gli sta a cuore: “Il miglior tennis in carrozzina, con gli specialisti di fama mondiale – ha annunciato – si può ammirare ad ottobre proprio qui in Sardegna, ad Alghero, negli impianti di Maria Pia grazie al Sardinia Open, edizione n. 20”.

Alle prese con il Torball

Interviene anche il suo compagno Angelo Romano: “Questo tipo d’esperienza avvicina molto i ragazzi a quella che è la vita quotidiana dei disabili. E’ di estrema importanza far capire che non sono persone da accantonare o scostare, ma conoscendole a fondo si scopre che vivono normalmente, risolvendo particolari problemi con gli ausili e riuscendo a fare esattamente le stesse cose degli altri. Come per esempio giocare a tennis, anziché con le proprie gambe, con la carrozzina”.

Conclude il tecnico Alessandro Ciotti: “Abbiamo partecipato volentieri condividendo con i ragazzi un incontro molto formativo. Disabilità, emozioni e abbattimento delle barriere architettoniche e mentali sono stati gli argomenti più trattati. Ci tenevamo ad evidenziare come il comune di Alghero nei confronti del paralimpismo si è sempre mostrato particolarmente sensibile e nel suo territorio la pratica degli sport è accessibile a tutti. Vorrei dare un appuntamento ai nostri ragazzi ricordando che dal 1 all’8 ottobre 2019 la Sardinia Open organizza un torneo internazionale di Wheel Chair Tennis con un montepremi particolarmente alto rispetto a manifestazioni analoghe che si disputano in Sardegna”.

Mettersi nei panni di un cieco

LE LETTURE INTERIORI DELLO PSICOLOGO GIUSEPPE MANCA

Gli occhi dello psicologo Giuseppe Manca hanno scorto come il confronto tra gli scolari e gli atleti è stato aperto e coinvolgente.

“Con la loro curiosità i ragazzi hanno chiesto agli atleti di raccontare, oltre gli aspetti sportivi, anche quelli della loro vita personale, confrontandosi sulle loro paure e aspirazioni”. “Gli atleti hanno avuto la possibilità – prosegue Giuseppe – tramite il racconto della propria esperienza, di promuovere le attività paralimpiche e di sensibilizzare i ragazzi sui temi della diversità, del rispetto e dell’impegno”.

Grazie alle varie sperimentazioni cosa ne è venuto fuori?

Tramite lo sport e altre attività ludiche, i discenti hanno percepito alcune delle difficoltà che caratterizzano la vita delle persone con disabilità. In maniera divertente e giocosa si sono cimentati con le difficoltà proposte e si sono potuti mettere nei panni degli atleti testimonial del progetto.

Al termine degli incontri si tirano solitamente le somme

Si, anche in questo caso sono emersi stimoli per alimentare riflessioni profonde che puntano a sviluppare la consapevolezza sul come affrontare una disabilità ai giorni nostri. L’augurio è che dalle attività e dalle riflessioni proposte all’interno di Agitamus si possa passare all’azione concretizzando un cambiamento nel nostro contesto.

Che altre riflessioni si possono sviluppare?

Il progetto ha la grande capacità di generare un cambiamento profondo nella percezione dei ragazzi riguardo le diversità individuali e le disabilità. Uno dei temi principali è il rapporto con gli altri: infatti vengono incoraggiati atteggiamenti di responsabilità collettiva finalizzati all’inclusione e alla valorizzazione di tutti i singoli.

I lavori finali delle classi di Alghero

Impressioni sui discenti?

Ne ho apprezzato il lavoro e la sensibilità sui temi del pregiudizio e della discriminazione che spesso ruotano attorno al mondo della disabilità. Atleti e tecnici sono stati un esempio formidabile per la loro capacità di trattare in maniera profonda e significativa queste tematiche a partire dalla loro esperienza personale.

Considerazioni conclusive?

Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato perché ho avuto la fortuna, tramite i giochi e le riflessioni affrontate insieme, di crescere e di pormi nuove domande su come possiamo arrivare insieme aduna collettività più equa e rispettosa di tutti.  Ci siamo dati appuntamento al 30 di maggio per il convegno finale del nord Sardegna presso la camera di commercio di Sassari.

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