Comunicato stampa CIP Sardegna N° 51 del 20-09-2017

Comunicato stampa CIP Sardegna N° 51 del 20-09-2017

LA GALLURA CROCEVIA DEL NUOTO PARALIMPICO CON FREEDOM IN WATER

Non è facile ritagliarsi negli anni un appuntamento d’alta risonanza per qualità ed efficienze espresse. La FINP (Federazione Italiana Nuoto Paralimpico) Sardegna, armoniosamente coordinata dal delegato regionale Danilo Russu, sale sul proscenio nazionale della disciplina per la due giorni ribattezzata “Freedom in Water”.

Come nelle precedenti tre edizioni, saranno le acque salmastre galluresi ad allettare l’interesse dei nuotatori: sabato 23 settembre (H. 16:00) a Cannigione (Arzachena), con la gara di mezzofondo (3.4 km); l’indomani a Capo d’Orso (Palau) con il fondo (5 km -h: 10:00). La prima assegnerà il titolo di Campione Italiano Paralimpico in acque libere, mentre la seconda, presso la spiaggia La Sciumara è una tappa nazionale della Federazione Italiana Nuoto dove gli atleti Paralimpici parteciperanno con il doppio tesseramento.

Il successo reiterato della manifestazione lo si deve alla ottima organizzazione targata A.S.D. Progetto Albatross Sassari, che ha agito, come suo solito, con l’ausilio di altrettanti solidi partner: FINP Sardegna, Cip Regionale, l’Inail Sardegna e i Comuni di Arzachena e Palau.

In realtà la programmazione del week end marino prevede un prologo venerdì 22 settembre: l’Auditorium di Arzachena, dalle ore 10:00, accoglierà i protagonisti del convegno “Scuola, Sport ed Integrazione”. Il dibattito vede anche la partecipazione dell’Associazione Acque Libere. Principali protagonisti saranno gli studenti del liceo scientifico e dell’alberghiero di Arzachena che avranno modo di confrontarsi con gli atleti Paralimpici e avere così una percezione più esaustiva su un movimento in rapida ascesa.

LO STILE LIBERO CHE ATTRAE ANCHE I CAMPIONI RUSSI

Nelle coste sarde del nord est, assieme ai nuotatori Paralimpici, sono attesi in tutto un centinaio di partecipanti.

La sfida di sabato, che partirà dalla spiaggia di Tanca Manna, segue le altre tappe del Campionato Italiano Paralimpico in Acque Libere che nell’arco dell’estate si sono svolte a Vietri sul Mare, Nemi, Villa San Giovanni, Arona.

Tra i partecipanti in terra sarda ha dato la sua adesione il favorito alla vittoria finale, Roberto Pasquini; e poi Vittorio Abete, Antonio Boccia, l’olbiese Nicola Azara (che punta al secondo posto finale assoluto) e la selargina Francesca Secci che insegue il suo terzo titolo italiano in Acque Libere.

Attesi i russi Sergei Punko e Roman Makarov, vincitori delle paralimpiadi di Londra 2012 che in Gallura atterrano sempre volentieri, ma ovviamente gareggeranno fuori classifica.

DANILO RUSSU CREDE IN UNA IMMINENTE CRESCITA DEL MOVIMENTO

Lavora volenterosamente e con profitto nel nome di una integrazione sempre più reale. “Anche in una semplice piscina popolata da giovanissimi – osserva il delegato regionale FINP Danilo Russu – sarebbe sufficiente che qualche genitore vedesse e capisse le difficoltà del disabile. Solo calandosi nella sua realtà, si diventerebbe maggiormente sensibili”.

Da quattro anni ricopre l’incarico di delegato regionale FINP e ammette che la semina non sia stata ancora completata: “Le società che in Sardegna fanno Nuoto Paralimpico sono soltanto tre (Progetto Albatross, Promogest Quartu S.Elena, Sas.Po. Cagliari ndr), però è in atto una campagna di sensibilizzazione in tante altre strutture – rimarca Russu – per convincere chi le gestisce ad affiliarsi alla Federazione”.

a sx Danilo Russu con il nuotatore paralimpico Efrem Morelli, bronzo a Rio 2016

Due anni fa, non a caso, è stato organizzato il corso istruttori; sarà ripetuto ai primi di novembre con lo scopo di creare figure professionali che siano in grado di gestire la persona con disabilità.

Ma in Sardegna non mancano atleti di spicco come Francesca Secci che ha partecipato a due Paralimpiadi; oppure Giovanna Corraine (anche lei della Asd Saspo Onlus), protagonista in diverse edizioni dei campionati italiani. Senza dimenticare Nicola Azara che è diventato Campione Italiano Master. Ovviamente tutto questo non basta: “Il progetto di sviluppo dei settori giovanili è ancora in fase embrionale – ammette il delegato regionale – però si lavora per creare squadre agonistiche in cui i vivai escano definitivamente allo scoperto”.

Francesca Secci e Giovanna Corraine della Saspo Onlus Cagliari

Anche per la FINP è fondamentale intervenire nelle scuole e il convegno di venerdì prossimo ne è la riprova: “Negli istituti vige una problematica strutturale – prosegue Russu – perché a seconda della disabilità che ha l’alunno, non gli fanno praticare l’attività sportiva. Per questo faremo campagne di sensibilizzazione all’interno delle classi per incentivare i compagni di classe delle persone con disabilità a favorirne un coinvolgimento maggiore”.

In futuro il delegato sassarese vorrebbe realizzare diverse cose: “Mi piacerebbe che si affiliassero quanto prima almeno altre tre società”.

“Un altro sogno si sta avverando perché grazie alla collaborazione degli ex presidenti della Federazione Italiana Nuoto, gli atleti paralimpici hanno potuto gareggiare con atleti senza disabilità. Questo è un segnale di integrazione e di educazione perché in tanti sono venuti a conoscenza della possibilità di far nuoto con i nostri tesserati.

Infine si rivolge a coloro che tanto l’hanno aiutato nell’allestimento della prossima tre giorni: “Un ringraziamento per l’impegno al Comitato Paralimpico sardo e al suo presidente Paolo Poddighe; e poi all’INAIL Sardegna che è attivo all’interno dei nostri progetti”.

FRANCESCA SECCI: “GAREGGIO ANCORA MA LOTTO PER UN NUOTO PIÙ ACCESSIBILE

Dopo l’indimenticabile apparizione in quella che è stata la sua seconda Paralimpiade della carriera, Francesca Secci, (Sa.Spo. Cagliari), ha allentato la morsa dei sacrifici agonistici per dedicarsi maggiormente ai suoi percorsi esistenziali che l’hanno vista concentrarsi maggiormente sul suo futuro lavorativo e su un trasloco che le ha sottratto parecchie energie.

Ma il nuoto non è affatto passato in secondo piano perché la campionessa campidanese non solo è ad un passo dal terzo titolo italiano in Acque Libere, ma da una decina di mesi ricopre anche l’incarico di consigliere nazionale in quota atleti della FINP.

“Si, è vero, in acqua non entro più con gli stessi ritmi che hanno caratterizzato il mio passato sportivo – ammette Francesca – infatti sto privilegiando le acque libere che continuano ad essere una sfida contro me stessa. E poi mi sento in dovere di dire “largo alle giovani”: ce ne sono diverse che hanno un gran bel futuro davanti. Lascio volentieri spazio a loro”.

Francesca Secci scherza con i suoi avversari in una tappa delle Acque Libere

Però a Cannigione , salvo cataclismi, ti confermerai campionessa nazionale..

Le gare in acque libere sono sempre un terno al lotto. Non dipendono dalle tue condizioni di salute, quanto semmai dallo stato del mare. Bisogna sperare che lo stesso sia in buone condizioni, cioè poco ventilato e senza eccessive correnti. La tappa di Cannigione, alla fine, è sempre stata condizionata dal maltempo, ma per me è sempre andata bene lo stesso.

Avrai poche avversarie in grado di contrastarti

Sarà una gara contro me stessa perché purtroppo le ragazze del Nuoto Paralimpico non hanno aderito in massa a questa manifestazione. Molte di loro, avendo iniziato l’attività in piscina, sono titubanti nei confronti del mare. In definitiva hanno partecipato ad una sola manifestazione e quindi mi ritrovo senza avversarie e proiettata in solitudine verso il titolo italiano.

Però non perderai l’entusiasmo..

Si profila una gara contro i maschi e sarò contentissima se riuscirò a tirarmi dietro qualcuno di loro. La distanza è anomala (3,4 km) e quindi non ci sono dei riferimenti cronometrici ufficiali; mentre li ha la distanza dei cinquemila metri.

Nelle gare in mare l’importante è arrivare alla fine; il mio obiettivo è togliermi qualche soddisfazione precedendo avversari non disabili.

Francesca Secci in gara sul Lago Maggiore

Dirottiamo sulla politica sportiva?

Del mio ruolo di consigliera nazionale sono contenta soprattutto perché, essendo rappresentante degli atleti, posso essere utile ai ragazzi. All’inizio ero un po’ intimorita, non sapevo cosa mi attendesse. Ora so come muovermi, sembra che si possano fare grandi cose per migliorare il movimento. Ci sto mettendo tutto l’impegno possibile.

I tuoi programmi?

Vorrei intensificare il dialogo con gli atleti; mi hanno riferito che è un po’ latitava negli anni precedenti. Ho cercato di essere il più possibile a disposizione.

E poi?

Riportare un atleta italiano ad un Europeo o un Mondiale in Acque Libere. A livello maschile è una gara molto sentita e quindi sarebbe molto bello essere all’altezza di una competizione internazionale.

Vorrei che il calendario nazionale annoverasse un numero maggiore di competizioni. Inoltre non sarebbe male se il numero di partecipanti alle gare nazionali subisse un picco di adesioni. Attualmente i nuotatori paralimpici provengono prevalentemente da quattro regioni: Lombardia, Veneto, Campania e Lazio.

Come si spiega tutto ciò?

Non credo che sia un problema Federale. Le cause secondo me vanno ricercate nella mancanza di strutture e di associazioni che si dovrebbero muovere in determinate regioni. Ho potuto verificare, in giro per l’Italia, lo stato tremendo in cui versano alcune piscine. Un ragazzo con disabilità, davanti ad uno scenario così indecoroso, ne esce scoraggiato.

Il movimento paralimpico è molto più conosciuto secondo te?

Nonostante la vasta eco prodotta dalle Paralimpiadi, in tanti non sanno a chi rivolgersi per cimentarsi con la disciplina. Sarebbe utile fare adeguata pubblicità e per questo ci affidiamo ai delegati regionali. Ma anche a livello centrale forse si può fare ancora qualcosa.

Appuntamento quindi in Gallura, sabato prossimo.

Sono contenta che da diversi anni il Campionato Italiano in Acque Libere si concluda in Sardegna. Il delegato regionale Danilo Russu sta facendo un lavoro meraviglioso e spero che sia d’esempio per altri suoi pari ruolo delle altre regioni. Partendo dal nulla ha organizzato una gara che piace davvero a tutti. Se ci sono riusciti in Sardegna, vuol dire che si può fare dappertutto. É solo questione di buona volontà.

NAZIONALE DI SCI PARALIMPICO IN RITIRO A SAN TEODORO: UN DOMANI ANCHE SUL GENNARGENTU?

Le coste della Sardegna Orientale meta anche degli sciatori paralimpici della nazionale italiana che dal 24 al 30 settembre saranno impegnati a San Teodoro in uno stage di preparazione all’imminente attività invernale.

L’idea è dell’emigrato Antonio Fenu che nel ruolo di delegato regionale Emilia Romagna della FISIP (Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici), ha sempre nel cuore la sua terra natia. Un’ ulteriore testimonianza quindi della mission paralimpica che in Sardegna è assai radicata in tante discipline, ma ovviamente non ancora attecchita in attività come lo sci alpino e nordico. Il sogno di Fenu, istruttore di sci per non vedenti, sarebbe quello di portare gli sport paralimpici della sua federazione anche in cima al massiccio del Gennargentu.

Cartelloni pubblicitari per le vie di San Teodoro

Tutto è fattibile e la proposta ha già scatenato l’entusiasmo del presidente regionale Paolo Poddighe che come sempre non farà mancare la sua disponibilità: “Saluto cordialmente gli atleti delle nazionali di Sci che di sicuro trascorreranno una settimana insolita – dice il presidente regionale CIP – ma ricca di sensazioni in una regione che a settembre è ancora più bella. Ringrazio l’amico Fenu e soprattutto la presidentessa nazionale della FISIP Tiziana Nasi a cui sono legato da una amicizia pluriennale. So che anche lei sarà soggiornerà a San Teodoro e di sicuro non le faremo mancare il nostro supporto”.

E’ possibile seguire le attività del Cip Sardegna su Facebook e nella rinnovata pagina web www.cipsardegna.org

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